Lug 28, 2014
2 note

andatevene

Lug 28, 2014
1 nota
La canzone è una penna e un foglio
cosi fragili fra queste dita,
è quel che non è, è l’erba voglio
ma può esser complessa come la vita,
La canzone è una vaga farfalla
che vola via nell’aria leggera,
una macchia azzurra, una rosa gialla,
un respiro di vento la sera,
una lucciola accesa in un prato,
un sospiro fatto di niente
ma qualche volta se ti ha afferrato
ti rimane per sempre in mente
e la scrive gente quasi normale
ma con l’anima come un bambino
che ogni tanto si mette le ali
e con le parole gioca a rimpiattino.
La canzone è una stella filante
che qualche volta diventa cometa
una meteora di fuoco bruciante
però impalpabile come la seta.
La canzone può aprirti il cuore
con la ragione o col sentimento
fatta di pane, vino, sudore
lunga una vita, lunga un momento.
Si può cantare a voce sguaiata
quando si è in branco, per allegria
o la sussurri appena accennata
se ti circonda la malinconia
e ti ricorda quel canto muto
la donna che ha fatto innamorare
le vite che tu non hai vissuto
e quella che tu vuoi dimenticare.
La canzone una scatola magica
spesso riempita di cose futili
ma se la intessi d’ironia tragica
ti spazza via i ritornelli inutili;
è un manifesto che puoi riempire
con cose e facce da raccontare
esili vite da rivestire
e storie minime da ripagare
fatta con sette note essenziali
e quattro accordi cuciti in croce
sopra chitarre più che normali
ed una voce che non è voce
ma con carambola lessicale
può essere un prisma di rifrazione
cristallo e pietra filosofale
svettante in aria come un falcone.
Perché può nascere da un male oscuro
che è difficile diagnosticare
fra il passato appesa e il futuro
lì presente e pronta a scappare
e la canzone diventa un sasso
lama, martello, una polveriera
che a volte sventola come bandiera.
La urli allora un giorno di rabbia
la getti in faccia a chi non ti piace
un grimaldello che apre ogni gabbia
pronta ad irridere chi canta e tace.
Però alla fine è fatta di fumo
veste la stoffa delle illusioni,
nebbie, ricordi, pena, profumo;
son tutto questo le mie canzoni.
Francesco Guccini, Una canzone
Lug 28, 2014
3 note
La mia vita senza te non è così diversa
faccio tutto un po’ più piano, ed ho tempo per me.
La mia vita senza te non è così diversa
io lo canto per non piangere, e non piangerò.
La sua vita senza te, io che lo vedo spesso
non capisco bene come farà, ma sopravviverà.
La mia vita senza te non è così diversa
io lo canto per non piangere e non piangerò.
C’è un momento per tutto, vai pure dritto sai
devi farti un po’ male, che dopo capirai
è un momento poi passa, giuro passerà
puoi chiamarla, se vuoi, libertà.
La mia vita senza te non è così diversa
io lo canto per non piangere, e non piangerò.
C’è un momento per tutto, vai bene come vai
qualche cosa si spegne, altre ne riaccenderai
al dolore rispondi col sorriso che hai
le ragazze non piangono mai.
La mia vita senza te non è così diversa
io lo canto per non piangere, e non piangerò.
Tre allegri ragazzi morti, La mia vita senza te
Lug 28, 2014
23 note
Era allora sui quattordici anni: cioè un’età in cui uno va e viene di continuo, incessantemente, tra la maturità e l’infanzia.
Lessico Famigliare, Natalia Ginzburg (via mailbuiosipuocolorare)
Lug 28, 2014
70.931 note
Lug 28, 2014
0 note

cinque

Lug 27, 2014
2 note

qualcosa si è rotto

Lug 27, 2014
248 note
Lug 27, 2014
2 note

rendersi conto solo ora di non avere scarpe da mettere con il vestito di stasera.

Lug 27, 2014
3 note

Riempiamoci i polmoni di libertà.

Lug 26, 2014
3 note
Lug 26, 2014
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Lug 26, 2014
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Lug 26, 2014
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